A day in the life - Diario urbano e amore per le parole lette, scritte, ascoltate


Max Waldman - Other Dances - Performed by: Natalia Makarova - Jerome Robbins Choreography - 
New York, l976 © Max Waldman Archives
Leggo:
Marco Corona - L'ombra di Walt
Richard Perez - Storia d'amore all'East Village
Dito Montiel - A Guide To Recognizing Your Saints

Sento:
Singer - Unhistories
Cloudland Canyon - Lie in Light
Portishead - Third

Ho visto (e ne sono felice):
Mr Lonely
Iron Man
Cargo 200

Ho visto (e avrei fatto meglio a starmene a casa):
Riprendimi
Smart People
Carnera


 

 


 

Maps. In onda alle 16
dal lunedì al venerdì,
sui 94.700 e 96.250 Mhz di
Città del Capo - Radio Metropolitana di Bologna,
o in streaming.
MP3 da scaricare senza problemi penali,
minilive, tricche e tracche,
foto di vip.
Maps: la vita non è solo spam.

Days

oggi
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004
settembre 2004
agosto 2004
luglio 2004
giugno 2004
maggio 2004
aprile 2004
marzo 2004
febbraio 2004
gennaio 2004
dicembre 2003
novembre 2003
ottobre 2003
settembre 2003
agosto 2003
 
I've Just Seen A Face

Neighbours
Neighbours 2
Neighbours 3
Neighbours 4
Neighbours 5
Neighbours 6
Neighbours 7
Neighbours 8 - Sneak Preview
Neighbours 9 - New Year's Edition
Referrers
Referrers 2
Referrers 3
Referrers 4
Referrers 5
Referrers 6
Referrers 7
Referrers 8
Referrers 9
Referrers 10
Referrers 11
Referrers 12
Referrers 13
Referrers - Fuori serie
Referrers 14
Festivalieri
Melissapì
Emanuela Folliero
Piero Pelù - 1 2 3
Meg
Daniela Santanchè - 1 2 3
Moviegoers - Prima e seconda parte
 
There's A Place

Bologna di domenica
I bagni della Festa de l'Unità
The Ikea Experience
The Ikea Experience - Fast and Furious (and Rejects) Version
The Ikea Experience - I don't like Mondays (but they do)
La nota sala da biliardo
La guida per la matricola
Roma d'estate
Roma: la notte bianca 2003
Roma sotto la pioggia
L'autobus notturno
Paris, oh, Paris
Coast to Coast
Un tempo qui era tutta montagna
Slovenia: andar di là - 1 - 2
Londra: quasi una 48 ore
New York - 1 - 2 - 3
 
I'm A Loser

La rivolta degli oggetti - Prologo
La rivolta degli oggetti
La rivolta degli oggetti - Parte seconda
La rivolta degli oggetti - Parte terza
La rivolta degli oggetti - Parte quarta
La rivolta degli oggetti - Parte quinta
Una serata secondo i programmi
Cassapanca
Una giornata niente male
Pauperismo oggi
De fiducia
Free
Il tempo degli occhiali (verdi)
C'è posta per me - Pizzo version
Attendere, prego
Leggere attentamente le istruzioni
Piccolo genio guastatori
Tensioni
"Potrebbe sempre piovere" (cit.)
 
I'm Happy Just To Dance With You

David Bowie - Milano 23.10.03
Frankie Hi-NRG Mc - Ero un autarchico
Chicks On Speed DJ Set - Bologna 20.11.03
The Beatles - Let It Be Naked
Tori Amos - Tales of a Librarian
Elisa - Gorizia anni fa (?)
Lou Reed - The Raven
Damien Rice - Bologna 9.3.04
Franz Ferdinand - Bologna 13.3.04
Fantômas - Bologna 15.5.04
Air - Ferrara 6.7.04
P.G.R. (soundcheck) - Bologna 23.7.04
Independent Days Festival 2004 - Bologna 4/5.9.04
Black Forest/Black Sea - Bologna 6.10.04
Nirvana - With the Lights Out
Cranes - Bologna 28.01.05
NIN - The Downward Spiral (Deluxe edition)
Karate - Redworms' Farm - Bologna 25.02.05
Slint- Radian - Bologna 4.03.05
Settlefish - The Plural of the Choir
Offlaga Disco Pax - Socialismo tascabile
NIN- With Teeth
Gods of Metal - Bologna 11.06.05
Beck - Ferrara 22.06.05
Tori Amos - Modena 3.07.05
Krafwterk - Ferrara 06.07.05
Brian Wilson - Ravenna 20.07.05
Elio e le storie tese - Roma 17.09.05
The Flaming Lips - Ferrara 01.07.06
John Parish - Marina Romea 03.08.06
Elio e le storie tese e Gianni Morandi - Bologna 02.09.06
Pearl Jam - Bologna 14.09.06
Ludovico Einaudi - Divenire
The Beatles - Love
Colle der Fomento - Anima e ghiaccio
Nine Inch Nails - Milano 01.04.07
Tori Amos - American Doll Posse & Nine Inch Nails - Year Zero
Sonic Youth - Ferrara 06.07.07
Independent Days Festival - Bologna 02.09.07
Elio e le storie tese - Bologna 12.09.07
The Police - Torino 02.10.07
Amor Fou - La stagione del cannibale
Radiohead - In Rainbows
Cristina Donà - Bologna 15.12.07
Elio e le storie tese - Studentessi
 
Paperback Writer

Tess Gallagher - Io e Carver
Cornell Woolrich - Appuntamenti al buio
Haruki Murakami - Tokyo Blues Norwegian Wood
Edmond de Rostand - Cyrano de Bergerac
Raymond Carver: ancora lui
Lou Reed - The Raven
Donald Barthelme - Ritorna, dottor Caligari!
Virginia Woolf - La signora Dalloway
Ramón Gomez de la Serna - Seni
Dave Eggers - L'opera struggente di un formidabile genio
Raymond Carver - Tell It All
Bret Easton Ellis - Lunar Park
Matteo B. Bianchi - Esperimenti di felicità provvisoria
Roberto Moroni - Perduto per sempre
Ornela Vorpsi - La mano che non mordi
Vitaliano Trevisan - Il ponte - Un crollo
Daniel Clowes - Ice Haven
Oliver Adam - Scogliera
Olivier Adam - Stai tranquilla, io sto bene
 

Savoy Truffle

Evitate i grassi: Corsica e Roma
La pasta col cavolfiore al forno
La lista della spesa
La salama da sugo
Ode al biscotto
Metti una sera a cena
Sembra carne ma non è
Cookies: 1 2 3 4
 

letto o guardato con la coda dell'occhio *loading* volte, grazie

Voglia di scrivermi? Fatelo pure.

A Pic in the Life - L'inutile fotoblog di
A Day in the Life

www.flickr.com
Questo è un badge Flickr che mostra le foto pubbliche di A Flickr in the Life. Crea il tuo badge qui.
 
 

potevo farne a meno?
ovviamente sì, ma...

 
 

blog interessanti

Alessandra G.
Alice nella città
Benty
Bestiario
Il blog di Gago
Bloghdad
Bradipa
Brekane
C-Blog
Casa Logic
CiccSoft
The Clap
Daniela
Distilleria
Emme Bi
Euston Station
Le Falabrac
Ferramenta
Fio
La fortezza
Francesca
Franciskje
Garnant
Giorgi
Gipi


Igort
Inkiostro
Invasiva
Latifah
Libertà di stampa
Lipperatura
Macchianera
Magenta e Woland
Mai stato in tv
Maria J. Coe
Mattonella
Mondo Oltro
Non è niente
Non si scherza più
No, tu no
The Petunias
Polaroid
Il polpo dentro
Post Office
Pulsatilla


Quarky
Rael
Remo Bassini
Rollino
Scott Ronson
Seconda Visione
Spocchia
Succo d'arancia
Succo di mela
Sviluppina
Una testa vuota
La Torre di Babele
Valido
Vicolo sordo
Violetta B.
Weekendance
Zazie

 

altre cose interessanti

A classic education
All Music Guide
BowieNet

DarkDreams - The Films of Dario Argento

Fernandel
Internet Movie Data Base
Laghetto
Massive Attack
MiceCars
Nine Inch Nails
Città del Capo - Radio Metropolitana
Radio Rock - Roma

Raymond Carver
Settlefish

The Beatles
Tommaso Labranca

Tool
Tori Amos
XPeople



 

 

Monolocane. Andava in onda ogni giovedì dalle 2230 alle 0030, sui 94.700 e 96.250 Mhz di
Città del Capo - Radio Metropolitana di Bologna, o in streaming.

 
 
 

 

 

 

Creative 
Commons License
This work is licensed under a Creative Commons License.

Listed on Blogwise

BlogItalia.it - La directory italiana dei blog

Feed XML offerto da BlogItalia.it

Blog Aggregator 3.0 - The Filter



domenica, 31 agosto 2003
 

Neighbours

Parliamone. Parliamo di vicini di casa, del mio vicino di casa. Ma prima vi devo dire qualcosa su casa mia. Una casa vecchia, nel centro di Bologna, con una caratteristica architettonica chiamata pozzo luce. Il pozzo luce ha la capacità di conservare suoni e rumori in maniera pressoché perfetta. Neanche in un auditorium c'è un'acustica così perfetta. Questo vuol dire che le stanze del mio palazzo che si affacciano sul pozzo luce sono praticamente comunicanti. Indovinate dove si affaccia la mia stanzetta?

Prima il vicino dell'ultimo piano aveva una donna. Lui voleva fare l'amore con lei, lei un po' meno. Lui emetteva dei peti, lei schifata gli diceva di andare in bagno a fare certe cose (eh lo so, ma questo non è niente: un giorno vi racconto delle pornovicine...). Lei l'ha lasciato. E per fortuna. Aveva una voce insopportabile. Non l'avevo mai vista, poi ci siamo incrociati sulle scale. Ho capito che era lei dalla voce, appunto. Ed era veramente carina. Ma con quella voce... E poi di mattina non si perdeva una replica del "Maurizio Costanzo Show". E io, che di solito la mattina dormo, venivo svegliato dall'orchestra di Demo Morselli. Poi dici che uno inizia male la giornata...

Il mio vicino del piano di sopra lavora in un noto locale del centro di Bologna. Essendo un "notolocale", la musica che c'è è di bassa qualità. Ho sempre pensato che quando uno fa un lavoro pesante come quello del barista in un locale comunque abbastanza affollato e deve sentire quella musica per ore e ore, quando torna a casa di certo non si mette a spillare birra e a servire cocktail. E che ne so, magari ascolta Debussy (che idea romantica di barista, eh?). Lui no. Lui non spilla birre e non prepara cocktail, ma ascolta musica peggiore.

Lo sapete, lo potete vedere là sotto. Ieri sono andato a letto verso le quattro e mezzo. Oggi sono stato svegliato da un "tunz tunz" e dal peggio dell'r'n'b esistente alle ore undici. Dopo quindici minuti la musica si è abbassata e lui ha iniziato a smartellare sul muro. Insomma ho deciso di alzarmi e, mormorando maledizioni in azteco (non lo fate mai?), sono andato a fare colazione. Arrivo in cucina e mi dico: "Ma qui non si sente niente". Finisco di fare colazione, torno in camera mia e, effettivamente, pare che la musica abbia smesso. Torno in camera e non sento neanche più lo smartellamento. Quindi mi rimetto a letto. Non appena il mio corpo inizia placidamente a sprofondare nel materasso, ricomincia la musica. Sempre peggio. Io non so dove la trovi, quella musica. Il mio cervello ha iniziato a formulare scherzi atroci ai danni del vicino, tipo scotch attaccato al campanello, buste di antrace, eccetera. Poi ho pensato che potrebbe rispondere al fuoco con degli squassanti peti. O magari, un giorno, servirmi un gin tonic fatto male. Quindi ho deciso di lasciar perdere e sopportare.

Buona domenica a tutti.

adayinthelife | 12:45 | commenti (12)


 

Felicità, dipendenze e piaceri

Forse devo prenderne atto. Ne sono dipendente. Anche stanotte, nonostante sia piuttosto tardi, mi sono guardato su Rai Click un'altra puntata di "Blu Notte". Era il caso della Croara, questa volta. Un altro caso irrisolto, un delitto commesso da queste parti. Lucarelli un po' gigioneggia come sempre, ma in fondo è bravo, molto bravo a raccontare le storie. Ecco, uno dei piaceri della vita, per me, subito dopo la triade (non in quest'ordine) "sesso-cibo-sonno" è quello di ascoltare e raccontare storie. Forse per questo scrivo. Forse per questo scrivo qua.

Lucarelli descrive Bologna, una città che conosce bene, in maniera diversa dal solito. Diversa da quella di cui parla Pazienza, diversa da quella delle cronache del '77, diversa da quella di Brizzi. Vede il lato "paesano" di Bologna, e di conseguenza anche il lato oscuro, che, come ben sappiamo, ogni paese ha. Queste descrizioni mi fanno rabbrividire di piacere, perché ho la sensazione di non conoscerla del tutto questa città che mi ha adottato ormai sette anni fa, e che ho vissuto (per quello che ho fatto) pienamente e senza risparmiarmi.

Bologna ti coccola, me ne sono reso conto oggi, seduto in Piazza Maggiore. San Petronio mi sembrava enorme, eppure la sua facciata ormai così familiare, era affettuosa, e gli altri palazzi della piazza sembravano avvolgermi e abbracciarmi. Talvolta l'abbraccio si fa soffocante, ma talvolta, quando si ha freddo, è così bello coprirsi fino a sentire quasi che ti manca il respiro.

Non so quanto resterò in questa città. Non lo so. Ma so che mi resterà dentro. E non è detto che io non ci ritorni. Io, che raramente torno sui miei passi.

Torno brevemente al caso di "Blu Notte". I genitori di Lea, la vittima, hanno fatto pubblicare il diario della figlia. In una pagina lei dice che la sua unica aspirazione è essere felice.

Ecco.

adayinthelife | 04:03 | commenti (4)



sabato, 30 agosto 2003
 

Etica

La parola è impegnativa, importante, spesso male interpretata, abusata o non considerata affatto. Etica. La applico ad un caso concreto, ad un esempio.
Edizione del TG1 delle 20, appena andata in onda. Si parla dei nubifragi che hanno investito ieri il Friuli. Ci sono stati due morti. Ovviamente viene intervistata la moglie di uno dei due. La quale, ovviamente, è sconvolta dal dolore, non riesce a parlare. Non più di venti secondi. Poi si passa ad altro.

Mi chiedo: a che cazzo serve mandare in onda venti secondi di disperazione così? E non è di certo un caso isolato. Vengono intervistati padri di bambini uccisi da auto pirata, vedove della mafia, giovani donne che hanno appena perso il marito. Il dolore va mostrato possibilmente quando è fresco.

Procediamo in maniera logica. Si potrebbe dire che loro potrebbero rifiutarsi di farsi intervistare. Certo. Come se uno che vive il dolore più grande della sua vita abbia la razionalità di scegliere, decidere, dare permessi. Si potrebbe dire che intervistare queste persone (anche il termine "intervista", in questo caso, credo che sia decisamente fuori luogo) arricchisca la notizia. E questa, credetemi, non è un'ipotesi acida, sarcastica o ironica: si usano veramente giustificazioni del genere. E allora mi chiedo che cosa mi abbia dato in più sentire i singhiozzi della vedova friulana mezz'ora fa.

E' veramente una battaglia persa quella dell'etica nel e del giornalismo?

Mi piacerebbe parlarne con tutti voi.


adayinthelife | 20:45 | commenti (5)


 

Ricordi amorosi e musica. Accoppiata fenobanale.

Sto sentendo i Tool. Mi ricordo di come li ho conosciuti, tempo fa. E' stato uno dei gruppi che mi ha fatto conoscere uno dei miei amori. Sono diventati subito miei. Ma non è sempre andata così, no.

La mia prima ragazza aveva una passione per De Gregori (all'epoca: chissà adesso. L'ultima volta che ci siamo visti abbiamo parlato di sesso e innamoramenti stupidi. Cioè. Lei parlava di queste cose, io ascoltavo). E per Baricco. Quindi, conoscevo De Gregori, ma non Baricco. Leggo qualcosa di Baricco e le dico, quando siamo in-amore-pucci-pucci, che secondo me non è niente di tale. Quando siamo incazzati le urlo che è una merda di scrittore (oh, che immagine violenta). Con lei ci siamo lasciati qualche anno fa, ma se non altro ho avuto la soddisfazione di sentire che il suo giudizio sul riccioluto scrittore si era notevolmente ridimensionato (che volete, ci si attacca alle piccole cose). Ma al suo ricordo è rimasta legata una canzone dei K's Choice, che si chiama Not an Addict, che io non ho potuto ascoltare per molto tempo.

Anche la ragazza dei Tool mi ha impedito l'accesso a una canzone, Untouchable Face, di Ani Difranco. Ma da quel momento ho deciso che mai avrei dovuto creare associazioni forti tra amore e canzoni.

La mia ultima ragazza mi ha introdotto, in un certo senso, a David Bowie. Ma io ho seguito i miei precetti. Se no, con quello che lei mi ha fatto, avrei dovuto ucciderlo, il Duca Bianco. E invece ho qui con me il biglietto per il suo concerto a Milano del 23 ottobre. Ecco.

Vi dono il testo di una canzone dei Tool, tratta da Lateralus, l'ultimo album uscito.

Schism

      I know the pieces fit cuz I watched them fall away
      mildewed and smoldering, fundamental differing,
      pure intention juxtaposed will set two lovers souls in motion
      disintegrating as it goes testing our communication
      the light that fueled our fire then has burned a hole between us so
      we cannot see to reach an end crippling our communication.

      I know the pieces fit cuz I watched them tumble down
      no fault, none to blame it doesn't mean I don't desire to
      point the finger, blame the other, watch the temple topple over.
      To bring the pieces back together, rediscover communication.

      The poetry that comes from the squaring off between,
      And the circling is worth it.
      Finding beauty in the dissonance.

      There was a time that the pieces fit, but I watched them fall away.
      Mildewed and smoldering, strangled by our coveting
      I've done the the math enough to know the dangers of a second guessing
      Doomed to crumble unless we grow, and strengthen our communication

      cold silence has a tendency to atrophy any sense of compassion

      between supposed lovers
      between supposed brothers.

      And I know the pieces fit.



























adayinthelife | 01:07 | commenti (6)



venerdì, 29 agosto 2003
 

Ma stiamo scherzando?

Ha piovuto per tre-minuti-tre. Fa meno caldo. Se volete altre banalità, non avete che da chiederlo.

adayinthelife | 15:02 | commenti



giovedì, 28 agosto 2003
 

Un pomeriggio come altri

Tutto inizia con io che inciampo come un fesso sul cavo di rete che collega il mio portatile ad altri apparecchi che ora non vi sto a spiegare. Un rumore sordo. La porta esterna implode. E la storia continua così.

Telefonata al centro assistenza Sony di Milano

Come al solito, prima di arrivare ad una voce umana passo attraverso voci registrate, "selezioni uno", musichette varie. Mi risponde una persona che mi chiede immediatamente il numero di serie "della macchina". Che fa tanto Matrix. Gli chiedo dove posso trovarlo. Lui risponde "Sotto il computer". E non aggiunge "imbecille" perché se no lo licenziano, solo per quello. Gli dico di aspettare un po'. Quando torno al telefono, la comunicazione è stata interrotta. Ricompongo il numero. Solita trafila. Spero che mi risponda quello di prima per dirgli "vabbè, sono stato un po' lento, ma insomma..." invece è un altro. Ma stavolta ho il mio bel numero di serie a portata di mano. Dopodiché mi vengono chieste una serie di informazioni personali (Rodotà, aiuto!), che io fornisco. Che devo fare? Dopo cinque minuti buoni posso spiegare il problema. Ovviamente i "danni da idiozia dell'acquirente" non sono coperti dalla garanzia. Quindi? "Quindi le mandiamo il corriere che si viene a prendere la macchina e ce la porta". Attendo un po' e mi dice il costo solo per il trasporto: sessanta euro. "Se glielo porto io?" (al maschile: computer, e che cavolo). La risposta è agghiacciante: "Non può". Ah. E ovviamente i costi di riparazione sono a parte. "Ci penso su", dico io, nel panico. La conclusione è terrificante. "Le volevo dire che c'è un sito di informazioni della Sony" e mi dà l'indirizzo. "Ma a che mi serve, adesso?" chiedo. "No, è solo per informarla". Ah.

Consulenze

Preso dal panico telefono a qualche negozio di computer a Bologna (città in cui ovviamente i negozi di solito chiudono il giovedì). Mi risponde una famosa catena di vendita di pc. "Guardi, noi abbiamo pessimi rapporti con la Sony, e non mettiamo le mani dentro ai portatili, quindi comunque lo manderemmo a Milano. E probabilmente loro non cambieranno il pezzo, ma le chiederanno di cambiare la scheda madre, visto che nei portatili tutto è saldato alla scheda madre". Io mugolo qualcosa e poi chiedo: "E quanto mi verrebbe a costare, secondo lei?". Un silenzio di tomba. Poi: "Le conviene comprare un computer nuovo". Almeno questo non ha parlato di macchine. E mi dà un suggerimento: una scheda di rete esterna. A soli quaranta euro. "E dove si mette?". "Nella porta pisiemsiaiei". Ho un coccolone. Ma loro non hanno schede di rete esterne. Chiamo l'altro negozio della catena e loro mi dicono la stessa cosa. Ma: 1. ce l'hanno e 2. la voce della ragazza che mi risponde mi piace. Vado.

Adolescenza oggi

Arrivo al negozio e dico che ho chiamato prima alla ragazza alla cassa. E' bellissima. Ma veramente bellissima. Ed è una delle poche ragazze bellissime che conosco che fa finta di non saperlo. Meraviglia. Inoltre scopro che è lei che si occuperà del mio computer e quindi, per una perversa e del tutto personale interpretazione del principio di transitività, di me. Piccola parentesi. Di solito non mi comporto come un idiota con le donne. Ecco. Con lei ho fatto qualsiasi cosa sbagliata. Per esempio:

  • tentare di parlare male della Sony, per avere un minimo di dialogo: niente, il silenzio;
  • mostrarmi interessato e dire delle cose assolutamente ovvie;
  • sbagliare i verbi;
  • rimanere cinque minuti davanti alla cassa cercando lo scontrino che la meravigliosa fanciulla mi ha appena dato ("mi sa che l'hai messo nella borsa" "ah già, eccolo, pensa te...");
  • sbagliare l'uscita dal negozio.

Ho perso io interesse in me stesso. Non oso pensare a lei.

adayinthelife | 23:11 | commenti (7)


 

Crossover

Per una strana serie di coincidenze, in questo momento nella mia stanza ci sono i Sonic Youth, con NYC Ghosts & Flowers, sullo stereo, e uno speciale alla televisione (non cercatelo, è il solito dono di Rai Click) su John Coltrane. E le cose funzionano bene insieme. O io sono molto molto stanco. No, funzionano bene.

Altra cosa curiosa da provare. Andate a vedere il sito dei Massive Attack e sentite, nel frattempo, un loro disco. Tutte le volte che ci ho provato le musiche che venivano dalle casse del computer si sono magicamente amalgamate con quelle provenienti dallo stereo. Forse è solo suggestione. Forse.

adayinthelife | 01:33 | commenti (2)



mercoledì, 27 agosto 2003
 

Riassunto delle puntate precedenti

Ah, però. E' qualche giorno che non scrivo più, ma lo stesso i contatti aumentano. E la cosa non può che farmi piacere.

Anche se non avevo un collegamento internet, però, ho scritto lo stesso, e tanto. Adesso sono a Bologna di nuovo. Non so ancora nulla. Per il momento mi guardo intorno. E mi accorgo che la città si sta risvegliando. Qui sotto, qualche altra mia parola dei giorni passati.

 

La sua famiglia e i suoi animali (24 agosto 2003)

Va bene, A Day in the Life è un diario urbano, c’è anche scritto lassù in alto. Ma insomma, mi trovo in campagna adesso. Nella casa del padre della mia cara amica, e di sua moglie (del padre, non della cara amica). Una casa immersa nel verde in Toscana (ma non quella Toscana alla quale voi forse state pensando, quella dove abita Sting e altri personaggi più o meno famosi e dove ci sono solo “ibeicasalidellacampagnatoscana”) con un giardino grande grande e le stanze belle e luminose. Animali presenti: tre cani, di cui uno enorme, ma non se ne rende conto. Quando ottanta chili di cane si comportano come un cucciolo, beh, non è facile. Per ora uso il metodo Montessori, poi vediamo. Un pappagallo. Ecco. Stamattina scendo a fare colazione e vedo a tavola il ragazzo della mia amica, il padre della mia amica e sua moglie. Appoggiato sulla sedia di quest’ultima, il pappagallo, che fa colazione con noi. Lei inzuppa dei biscotti nel latte e glieli passa. Lui li prende con la zampa e li sgranocchia guardandosi intorno. Parteciperebbe alla conversazione, ma forse non gli interessa più di tanto. Andiamo avanti. Tre gatti. Uno di questi è un persiano. Che oggi mi si è messo in grembo. Automaticamente ho iniziato a carezzarlo, e sia io che lui non ci siamo curati della mia allergia al pelo felino. Poi ho smesso. E lui mi ha iniziato a battere sulla pancia con la zampa, affinché ricominciassi. Ogni volta che smettevo, lui mi chiedeva di ricominciare. Ad un certo punto io non l’ho più carezzato e lui, dopo un po’, se n’è andato, con l’aria scocciata. Ci sono anche tre conigli, che ancora non ho visto, una gazza e un altro uccellino.

Anche se è la prima volta che vengo qua mi sento a casa. Non so come spiegarlo, non è solo dovuto all’affetto dei miei ospiti. Si tratta di qualcosa di più profondo, che si manifesta e si palesa soltanto poche volte, in maniera strana. In questo caso è stato anche l’odore delle lenzuola, familiare, a farmi stare bene.

 

Pioggia (25 agosto 2003)

Il pappagallo sembra vagamente depresso, oggi. Lo vedo oltre la finestra, nella sua gabbia. Si guarda intorno annoiato. Mi sono chiesto spesso cosa pensano i cani, in generale, quando non corrono, saltano, abbaiano, mangiano, dormono. In questa casa, dove di animali ce ne sono tanti, il pensiero si è esteso, ovviamente, ad altre specie. Quindi mi chiedo a cosa pensi il pappagallo in questo momento. La mia amica mi ha confermato che i pappagalli sono molto intelligenti. E che questo pappagallo, ora dedito alla pulizia personale, parla.

Strana quest’estate, quasi stereotipica. Ho visto i delfini saltare nel mare. E a un metro da me, c’è un pappagallo che parla, o meglio che potrebbe parlare, ma non ha niente da dire. Immaginatelo, questo pappagallo, non posso mostrarvelo. Immaginatevelo, e, per una volta, lasciatevi andare allo stereotipo. Parla, è verde e sta appollaiato sulla spalla della sua padrona.

I delfini saltano nell’acqua, i pappagalli parlano.

Ma i cani a cosa pensano? In questo momento credo che le specie viventi intorno a me siano semplicemente accomunate da un desiderio di pioggia. O quanto meno mi piace crederlo.

adayinthelife | 14:48 | commenti (2)



sabato, 23 agosto 2003
 

Saluti, ringraziamenti, sorprese, numeri

Lo so, lo so, potevo anche mettere qualche altro sostantivo a caso nel titolo, ma abbiate pazienza, ho un po' sonno. Forse non si dovrebbe scrivere, ma insomma... Qualche segnalazione. Intanto il dibattito (forse è esagerato chiamarlo così) sui blog, dopo i vari articoli usciti sui giornali in questi giorni. Visto che si sta trascinando da più di tre giorni, è una specie di record. O diciamo che non c'è ancora molto da scrivere sui giornali, l'estate così calda deve avere scoraggiato anche i soliti folli che di solito fanno stragi familiari e cose del genere. Beh, in ogni caso è interessante vedere come si sviluppa, per esempio, qui e magari anche qui.

Sempre sui blog. Solo su Splinder ce ne sono adesso più di 19000. Una cifra notevole. Che mi ha fatto meravigliare ancora di più quando ho visto nel counter del mio blog che finora sono più di trecento le persone passate di qui, in una settimana. Grazie, sono commosso. Anche se, ovviamente, io ci entro almeno una ventina di volte, nel mio blog. Scherzo. Scherzo. Ci manca solo la competizione. Anche qui.

Poi, le coincidenze. Un amico in vacanza a settecento chilometri da qua mi dice che anche lui, lo stesso giorno in cui l'ho visto io, si è rivisto Ritorno al futuro. La sitcom è qui. Mi sono commosso. Di nuovo.

Insomma, una valle di lacrime.

Me ne vado da Roma. Addio, splendore di città. Non ho rivisto la Cappella Sistina. E stasera non vedrò, come precedentemente annunciato, Ritorno al futuro III. Eh lo so. Sono cose importanti.

E non so neanche se posterò nei prossimi giorni. Che fesso che sono. Ma misteriosissimo e sfuggente. Tipo Superpippo.

 

P.S. Ovviamente per cercare quest'immagine ho usato Google e ho inserito la parola "superpippo". Solo foto di Inzaghi. E vabbè.

 

adayinthelife | 02:39 | commenti (4)



venerdì, 22 agosto 2003
 

Ritorno al passato

 

Ultimo giorno a Roma, passato a vedere ieri notte la prima parte di Ritorno al futuro e questo pomeriggio la seconda. Stanotte presumo che toccherà alla terza, già che ci sono. Per questi film vi rimando qui, che è il posto dove entro vestito da critico cinematografico (cialtrone).

Eppure qui nella casa dove sono ospite a Roma, ci sono un sacco di film. Perché ho rivisto dei film, invece di arricchire la mia cultura cinematografica vedendo qualcosa che non avevo già visto? E sono messo anche peggio, visto che, appunto, stanotte quando tornerò inserirò nel dvd la terza parte. Devo dire a mia discolpa che è passato un sacco di tempo da quando ho visto questi film. Insomma, c'è una sorta di voglia di sicurezza, non so. Certo, non ho rivisto cose del tipo Italian Fast Food, insomma, mi sento in un certo senso riparato dalla qualità delle scelte-amarcord. Ma basta, questo?

Ho visto Ritorno al futuro per tornare al passato.

Scusate, ma adesso devo andare a dare una riguardata alla mia DeLorean...



adayinthelife | 17:49 | commenti (2)



giovedì, 21 agosto 2003
 

A L'Aquila si stava al fresco. Mica poco.

 

Dopo essere stato all’Aquila, eccomi di ritorno a Roma. Ovviamente all’Aquila si respirava: mano a mano che ci si avvicinava a Roma, la temperatura esterna saliva. C’è stato un momento in cui ogni volta che guardavo il termometro dell’automobile, la temperatura aumentava di un grado. Ho quindi deciso di smettere di guardarlo.

Sono a casa, adesso, e non oso mettere il naso fuori fino a che il sole non sarà tramontato. Non che questo dia garanzie di freschezza, ma insomma.

 

Non ero mai stato all’Aquila. È molto carina. Mi sono sentito come Nanni Moretti in Caro diario, quando dice: “Pensavo peggio, Spinaceto”. L’Aquila è un borgo medioevale, abbastanza in alto (circa settecento metri), vicino al Gran Sasso (che, se non mi sbaglio, è la vetta più alta degli Appennini. Speriamo che la mia maestra delle elementari non legga questo blog. Non credo che lo faccia, però. Andiamo avanti). Ho visto un sacco di gente per strada e la cosa mi ha piacevolmente impressionato. E soprattutto faceva fresco. Che sensazione meravigliosa essere invasi dal fresco. Me l’ero dimenticato.

 

Cose notevoli da vedere all’Aquila: il forte spagnolo, innanzitutto. È una massiccia fortezza con quattro bastioni, di forma quadrata, credo del 1500. L’amica che mi ha ospitato all’Aquila mi ha raccontato una storia buffa. Pare che ad un certo punto gli spagnoli volessero costruire due fortezze uguali, una più piccola all’Aquila e una più grande in Spagna. Solo che si sono sbagliati e hanno scambiato i progetti. Infatti, sebbene io non conosca con esattezza l’importanza strategica che poteva avere la zona nel sedicesimo secolo, mi sembra comunque sproporzionata una fortezza del genere per l’Aquila. Rendetevi conto quanto ci devono essere rimasti male gli spagnoli. Se qualcuno ha notizie su questa vicenda, me lo dica, ché mi è venuta la curiosità.

 

Altre cose notevoli: passeggiare qua e là per i vicoli, carini e illuminati con gusto (che ci sia lo zampino di Vittorio Storaro, che ha fondato proprio all’Aquila la sua Accademia dell’Immagine?).

 

Altre cose da fare: mangiare gli arrosticini. Assolutamente. Magari accompagnati da un Montepulciano d'Abruzzo. Credo. Sì.

 

Purtroppo tutto questo non è valutato e promosso in maniera decente. Pochi conoscono questa città. Insomma, se vi capita di passare, andateci. È carina.

E soprattutto è fresca.

Speriamo che stasera si stia meglio. Ho in programma una serata quasi bohemienne: una birra con una mia amica attrice a San Lorenzo, che può essere quasi definito il quartiere universitario di Roma (romani che leggete, su, abbiate pazienza e non prendetevela per le mie imprecisioni). Parleremo di quanto è difficile tentare alcune vie in Italia. Mal comune…

adayinthelife | 18:08 | commenti (2)



mercoledì, 20 agosto 2003
 

Evitate i grassi

E non solo, anche le bevande alcoliche, bevete molta frutta e mangiate molta verdura. Questo è quello che dicono sempre i dietologi, o meglio, coloro i quali hanno una cattedra in Scienze dell'Alimentazione, qua e là, in qualche università del nostro bel paese. Lo dicono quando vengono intervistati, almeno una volta alla settimana durante l'estate, da quel supplemento geniale e utilissimo che è "TG2 Costume e Società". E io prendevo sempre in giro queste persone dicendo "Ma chi vuoi che si mangi la trippa al sugo a Ferragosto?". E invece...

5 agosto 2003, Corsica orientale. Ristorante "Chez Felix". Siamo in quattro e prendiamo da mangiare due menù. A coppie.

  • Antipasti: salumi tipici corsi/patè
  • Piatto principale: spezzatino con polenta/arrosto di maiale con salsicce e fagioli
  • Formaggi (una specie di piatto/totem grande quanto una pista delle macchinine)
  • Dolce (i miei amici ci hanno dato dentro, io, lo ammetto, ho preso una macedonia. Avevo paura di morire)
  • Vino rosso della casa: incazzatissimo
  • Liquore alle castagne: quando l'abbiamo odorato abbiamo pensato di fare testamento. Poi, invece, si è rivelato meno violento di quello che si pensava.

Ieri, 19 agosto 2003, un ristorante in corso Regina Margherita a Roma. Siamo in due. E abbiamo fame. E, evidentemente, è troppo tempo che non guardiamo "Costume e società".

  • Antipasti: crostini vari/fritto misto
  • Pizza: due. Abbastanza importanti. La mia amica aveva ordinato una pizza di cui non ricordo il nome. Il cameriere l'ha guardata in maniera strana per dissuaderla. Lei ha cambiato ordinazione. Da quel momento (e nei momenti successivi) la scena di riferimento è quella del ristorante in Monty Python - Il senso della vita
  • Birra: due, medie. Io chiara, lei rossa. Così, tanto per essere precisi.
  • Sorpresa finale: il cameriere ci ha presi in simpatia e ha deciso di offrirci qualcosa dopo cena. E voi direte: il classico limoncello? Ma no, banali che siete! Vin santo e cantucci.

Secondo me hanno tentato di ucciderci. Ma non ce l'hanno fatta.

P.S. Ehm, non date molta importanza al fatto che ieri non ho postato niente. Ero... stanco. Fra un po' me ne vado all'Aquila. A domani sera.

adayinthelife | 13:01 | commenti (3)



lunedì, 18 agosto 2003
 

Della distribuzione della gente in Roma e di quanto valga (vedere) un Caravaggio

 

Ovviamente non ce l’ho fatta. Volevo rivedere la Cappella Sistina, stamattina, ma non ce l’ho fatta. Il letto mi ha trattenuto per qualche tempo in più del dovuto e così sono arrivato davanti ai Musei Vaticani dopo quello che pensavo potesse essere un orario decente. E infatti. Ho visto la coda per entrare e l’ho percorsa a ritroso. Per un bel pezzo. Insomma, alle undici di mattina la coda dei turisti in attesa di entrare ai Musei Vaticani cingeva un terzo di mura del Vaticano. Agghiacciante.

Mi sono messo quindi a leggere il giornale in piazza San Pietro. E quest’atteggiamento di fermarsi-in-posti-frequentati per leggere è stato il fil rouge della mia prima giornata a Roma.

 

Il punto è che pensavo che Roma fosse deserta. In effetti i romani non ci sono per niente, ma il loro posto è preso dai turisti. Me li immagino: trecentomila turisti che non trotterellano a Trento, ma che tamburellano (impazientemente le dita) aspettando che i romani se ne vadano in vacanza.

 

“Ragazzi, se n’è andato anche l’ultimo! Andiamo!”

 

E un’orda di turisti invase l’Urbe.

Che quindi è ovviamente popolatissima nelle zone strategiche e deserta nelle altre.

 

Sono stanchissimo a casa. Diciamo che ho camminato un bel po’, da stamattina, ma molto molto (il qui presente è uno che ama camminare nelle città). Ho visto due meravigliosi Caravaggio in Santa Maria del Popolo (mentre non so se andrò a rivedere per l’ennesima volta quelli di San Luigi dei Francesi). A proposito dei quadri nelle chiese. Ascoltate qua. I quadri in questione sono spesso in cappelle laterali, di solito poco illuminate naturalmente. Per vedere bene i quadri, insomma, ci vuole una luce artificiale. A San Luigi dei Francesi la luce dei Caravaggio si paga a tempo: c’è un congegno in cui si infila una moneta e più vale più dura la luce. A Santa Maria del Popolo, invece, c’è un congegno ancora più diabolico. Non è la moneta a fare scattare la luce, ma un pulsante. Sopra il quale c’è una semplice cassettina per le offerte. Ma quando uno mette una moneta, essa-la moneta produce un “clang” metallico incredibile.

 

Così si sente se uno paga. E si gode il suo bell’euro di Caravaggio.

 

 E adesso metto il dvd di Frankenstein Junior, mi spezio l'anima e parto.

adayinthelife | 23:43 | commenti (8)



domenica, 17 agosto 2003
 

I Righeira, Toro Seduto e il Papa

Visto che mi trovo a Roma a pochi chilometri dal Santo Padre (dovevamo prendere un aperitivo insieme, ma mi ha mandato un sms di disdetta all'ultimo momento, adducendo scuse puerili), mi è venuta in mente una delle sue ultime esternazioni. Ha detto, in poche ma sante e buone parole, che bisognava pregare per la pioggia.

Ma insomma. Pregare per la pioggia? Pregare per la pioggia? Ma perché deve dire delle cose del genere? Ne ha dette di più gravi, lo so, ma perché?

Ho pensato a delle soluzioni per cercare di fermare questa maledetta e terrificante canicola (qui a Roma si sta peggio che a Bologna, almeno oggi, il che è tutto dire).

  1. Fare la danza della pioggia. Che ci vuole?
  2. Mettersi d'accordo tutti insieme per stendere le lenzuola pulite fuori dalla finestra. Ogni volta che io stendo le lenzuola piove, a parte in questo periodo. Ma probabilmente il Male è abbastanza potente da infischiarsene di rompere le scatole ad una persona. Proviamoci insieme, dai.
  3. Mettere a volume altissimo e ripetutamente L'estate sta finendo dei Righeira, orientando le casse verso il cielo.

Non so se quest'ultima soluzione abbia senso. Ma credo che comunque, dopo un po', qualcosa succederà.

Intanto ballate, pregate, ascoltate. E commentate, ovvio.

adayinthelife | 20:34 | commenti (3)



sabato, 16 agosto 2003
 

Coppie, storie, letture

Oggi sono andato a finire di leggere il libro della Gallagher ("Io e Carver", Minimum Fax) in piazza Santo Stefano. Il libro è una letteratura di una relazione, ci sono saggi introduttivi della Gallagher ai libri del marito, riflessioni, parti di diario, lettere, eccetera. Una lettura frammentata che mi ha permesso più volte di alzare la testa e di guardarmi intorno. Ci sono stato due volte a leggere in piazza, la prima verso l'una, la seconda verso le sei. Entrambe le volte ho visto una famiglia di americani. Che strana coincidenza. Forse si erano persi, ma si sa che

nel centro di Bologna non si perde neanche un bambino

ed escludo che la famigliola in questione fosse di Berlino.

Poi: una ragazza magrissimissima che si è messa a scrivere qualcosa con una grafia minutissima, tutta piegata in maniera strana. Mi ha ricordato un insetto stecco. Forse non è carino come paragone. Perdonatemi.

Ogni tanto vedevo delle donne. Sembravano sole, poi spuntavano i partner. Che cosa buffa. Sembravano destinate a ricongiungersi col partner. Mi ha fatto venire in mente il mercurio. Avete presente quando si rompe un termometro e ci sono in giro tutte queste palline argentate liquide divertentissime che stanno lontane le une dalle altre, ma poi quando si toccano si uniscono e formano una goccia più grande, che pare inscindibile...

E anche due ragazze, giovani e carine, che parlavano tra loro. Mi sembravano interessanti, fino a che una di loro ha deciso che doveva cambiare suoneria al cellulare. E le ha provate tutte, più volte. Il mio interesse è scemato.

Ho pensato a Ray e a Tess (Carver e Gallagher) e a quanto si volevano bene.

Ma non mi sono intristito, anzi. Vivo la mia singletudine. E basta. Senza orgoglio né rimpianti, ma con una caratteristica tipica del nostro popolo. No, non il fatto che cantiamo sempre. Parlavo del fatalismo.

Domani me ne vado a Roma. Ma il mio portatile viene con me.

Adesso mi guardo qualche altra puntata di "Blu notte" fumando sigarette e bevendo rum cooler. Giudicate voi.

adayinthelife | 22:34 | commenti (5)


 

Portacenere

Ascolto l'ultimo disco di Bugo. Non capisco se mi piace o no. Banale dire che è una specie di Beck italiano (e probabilmente, anzi, sicuramente esagerato). Ma lo penso, mentre lo ascolto. E quando penso questo, il testo delle sue canzoni si trasforma nella mia testa in questo.

Sembro il Beck italiano?

E 'sti cazzi.

Insomma, credo che abbia ragione. E poi il video di "Casalingo" sembra girato in Odorama. Fantastico.

No, lo sento e mi piace. Dite pure che è un furbetto (lo è) e che appunto ricorda molto il signor Hansen (rosico ancora adesso per non essere riuscito ad andare al suo concerto di Urbino). Ma mi piace. Adesso fumo una sigaretta per riempire il posacenere.

adayinthelife | 15:50 | commenti (2)


 

La Noia

Nulla a che fare con temi leopardiani o esistenzialisti. Ma la noia momentanea di adesso mi ha portato a fare un test stupidindivertente visto sul blog di Parasite. Ne vengo fuori così.

 

 

 

 

 

 

Sì? Mah. Fatelo anche voi e fatemi sapere...

E soprattutto: "indepenTent"?


adayinthelife | 01:13 | commenti (5)


 

Brividini

Ok, ha piovuto. Ma poco. Io, infrangendo le promesse, ho acceso la televisione, ma per vedere qualcosa offerto dalla TV di Fastweb. L'archivio di RaiClick, per la precisione la puntata di "Blu Notte", condotta da quell'amabile narratore di Carlo Lucarelli, sul caso della Uno Bianca. Sapete com'è, uno vive a Bologna, si informa sulla città e sulle cose che sono accadute qui e nei dintorni. In fondo ci vivo solo da sette anni, no? Beh. Come al solito il tono è un po' piacione, ma il programma nel complesso è interessante. Mi ha fatto paura.

Mi è venuta la curiosità di sapere qualcosa di più del cosiddetto "Delitto del DAMS". Anche perché è avvenuto in via del Riccio, non molto lontano da dove sono adesso. E in via del Riccio ci ha abitato un mio carissimo amico fino a poco tempo fa. Ma la puntata pare non essere disponibile.

Penso che potrei stare tutta la notte a guardare quelle trasmissioni. Ma ho finito la birra.

E, in fondo, sono solo soletto in una casa enorme.

Aiuto.

adayinthelife | 00:14 | commenti (2)



venerdì, 15 agosto 2003
 

Zapping

Ha piovuto dieci minuti, forse un po' di più. Ma non è di questo che voglio parlare. E' che ho visto qualche minuto di televisione, facendo zapping abbastanza di frequente perché saltavano la ricezione dei canali a causa del temporale. Ecco l'elenco delle cose che ho visto.

  1. Raffaella Carrà e Christian De Sica che cantano "Baciami piccina" (credo). Lei canta con accento inglese. Perché?
  2. "Avventura a Vallechiara", un film con Stanlio e Ollio. Colorato artificialmente. Perché?
  3. La pubblicità delle finali del Festivalbar. Perché?
  4. Una pubblicità dei Tampax con un marchingegno che permette di indossarli facilmente. Questa vale la pena di essere raccontata. Un pulmino nel deserto. Dietro due ragazze (ovviamente bellissime) e davanti due ragazzi (anche loro bellissimi). La strada è dissestata, quindi le ragazze vengono sballottate. Una ad un certo punto deve mettersi l'assorbente, ma la strada (e l'abilità di guida di uno dei ragazzi) fa così schifo che non ci si regge in piedi. Ma lei si chiude in bagno (sic, nel pulmino) e esce soddisfatta. Ecco. Perché?
  5. Un pezzo di MTV Dismissed in cui una pretendente dice: "I miei amici mi apprezzano perché sono pazzerella". Il cameraman ovviamente le inquadra le tette.
  6. Sempre per la serie: audio/video, ho solamente sentito la pubblicità di alcuni wurstel che ha per testimonial Martina Colombari. Questa la lascio senza commento, ma mi viene da pensare che non mi ricordo di una pubblicità di wurstel decente, così come di assorbenti interni. Questione di forma?

E inoltre vengo a sapere che la zanzara tigre se ne sbatte dei repellenti. Intesi come "Autan", che avete capito... E come faccio io? Come? Intanto evito di accendere la televisione. Oppure la accendo, ma guardo un film in cassetta. Oppure continuo ad imperversare qua. L'uomo moderno è veramente perso nel marasma delle possibilità.

adayinthelife | 21:14 | commenti (5)


 

Ho deciso. Do un senso agli eventi e come Bush (uno a caso) mi costruisco un nemico.

Eccolo.

 

E ora a noi due. Stronzissima.

adayinthelife | 20:16 | commenti (3)


 

Pare che stia per piovere, qui a Bologna. (Ah, ho rivelato qualcosa. Attenzione attenzione).

Ieri ha piovuto per cinque minuti. Una presa per il culo, insomma. Vado a mangiare. E ovviamente, colmo della perversione, mi faccio tutti i telegiornali di Ferragosto. Se lo sapesse mia madre.

adayinthelife | 20:08 | commenti


 

Dopo una giornata di tentativi, ce l'ho fatta e ho aperto anche io il mio blog personale. Potrei dirvi che l'ho fatto perché non mi sentivo al passo coi tempi senza averne uno. O che passare il ferragosto in città è molto cool (!) ma anche molto poco cool (!!) e noioso. Potrei dirivi che l'ho aperto perché avevo bisogno di distrarmi dalla perdita d'acqua che penso farà crollare il tetto della mia cucina a breve. Ma tanto io me ne sto dall'altra parte.

Potrei. E invece, boh. Intanto vediamo come vanno le cose.

Sappiate che sono un fanatico della lingua italiana (l'unica lingua che sa di pizza e che suona il mandolino). Evitate abbreviazioni e "x" e "k". Stendete le vostre parole lettera per lettera, come un bravo pizzaiolo fa di solito con la pasta. E non pensate di esagerare in quanto a sapore. Ma immagino che per qualche commento ci vorrà del tempo. Intanto vado a sproloquiare qua