A day in the life - Diario urbano e amore per le parole lette, scritte, ascoltate


Lynne Cohen - #2964 Laboratory - not dated
Leggo:
Jean-Claude Denis - Qualche giorno a l'Amélie
Miguel Angel Martin - Sicotronic Records
Gipi - Diario di fiume e altre storie

Sento:
Mayer Hawthorne - A Strange Arrangement
Brown and the Leaves - Landscapes
Elio e le storie tese - Gattini

Ho visto (e ne sono felice):
Good morning Aman
Gli abbracci spezzati
Segreti di famiglia

Ho visto (e avrei fatto meglio a starmene a casa):
Alza la testa
L'uomo che fissa le capre
La prima linea


 

 


 

E' nato, è nato!

Lo trovate su LaFeltrinelli, Webster,
Libreria Universitaria, UniLibro o BOL.

 

Maps. In onda alle 15.30
dal lunedì al venerdì,
sui 94.700 e 96.250 Mhz di
Città del Capo - Radio Metropolitana di Bologna,
o in streaming.
MP3 da scaricare senza problemi penali,
minilive, tricche e tracche,
foto di vip.
Maps: la vita non è solo spam.

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I've Just Seen A Face

Neighbours
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Gente da djset
 
There's A Place

Bologna di domenica
I bagni della Festa de l'Unità
The Ikea Experience
The Ikea Experience - Fast and Furious (and Rejects) Version
The Ikea Experience - I don't like Mondays (but they do)
La nota sala da biliardo
La guida per la matricola
Roma d'estate
Roma: la notte bianca 2003
Roma sotto la pioggia
L'autobus notturno
Paris, oh, Paris
Coast to Coast
Un tempo qui era tutta montagna
Slovenia: andar di là - 1 - 2
Londra: quasi una 48 ore
New York - 1 - 2 - 3
Londra -1 - 2 - 3
 
I'm A Loser

La rivolta degli oggetti - Prologo
La rivolta degli oggetti
La rivolta degli oggetti - Parte seconda
La rivolta degli oggetti - Parte terza
La rivolta degli oggetti - Parte quarta
La rivolta degli oggetti - Parte quinta
Una serata secondo i programmi
Cassapanca
Una giornata niente male
Pauperismo oggi
De fiducia
Free
Il tempo degli occhiali (verdi)
C'è posta per me - Pizzo version
Attendere, prego
Leggere attentamente le istruzioni
Piccolo genio guastatori
Tensioni
"Potrebbe sempre piovere" (cit.)
 
I'm Happy Just To Dance With You

David Bowie - Milano 23.10.03
Frankie Hi-NRG Mc - Ero un autarchico
Chicks On Speed DJ Set - Bologna 20.11.03
The Beatles - Let It Be Naked
Tori Amos - Tales of a Librarian
Elisa - Gorizia anni fa (?)
Lou Reed - The Raven
Damien Rice - Bologna 9.3.04
Franz Ferdinand - Bologna 13.3.04
Fantômas - Bologna 15.5.04
Air - Ferrara 6.7.04
P.G.R. (soundcheck) - Bologna 23.7.04
Independent Days Festival 2004 - Bologna 4/5.9.04
Black Forest/Black Sea - Bologna 6.10.04
Nirvana - With the Lights Out
Cranes - Bologna 28.01.05
NIN - The Downward Spiral (Deluxe edition)
Karate - Redworms' Farm - Bologna 25.02.05
Slint- Radian - Bologna 4.03.05
Settlefish - The Plural of the Choir
Offlaga Disco Pax - Socialismo tascabile
NIN- With Teeth
Gods of Metal - Bologna 11.06.05
Beck - Ferrara 22.06.05
Tori Amos - Modena 3.07.05
Krafwterk - Ferrara 06.07.05
Brian Wilson - Ravenna 20.07.05
Elio e le storie tese - Roma 17.09.05
The Flaming Lips - Ferrara 01.07.06
John Parish - Marina Romea 03.08.06
Elio e le storie tese e Gianni Morandi - Bologna 02.09.06
Pearl Jam - Bologna 14.09.06
Ludovico Einaudi - Divenire
The Beatles - Love
Colle der Fomento - Anima e ghiaccio
Nine Inch Nails - Milano 01.04.07
Tori Amos - American Doll Posse & Nine Inch Nails - Year Zero
Sonic Youth - Ferrara 06.07.07
Independent Days Festival - Bologna 02.09.07
Elio e le storie tese - Bologna 12.09.07
The Police - Torino 02.10.07
Amor Fou - La stagione del cannibale
Radiohead - In Rainbows
Cristina Donà - Bologna 15.12.07
Elio e le storie tese - Studentessi
Explosions in the Sky - Bologna 26.05.08
Bruce Springsteen and the E Street Band - Milano 25.06.08
Blake/e/e/e e Massimo Volume - Bologna 07.11.08
Fleet Foxes - Milano 15.11.08
Express Festival 2009
 
Paperback Writer

Tess Gallagher - Io e Carver
Cornell Woolrich - Appuntamenti al buio
Haruki Murakami - Tokyo Blues Norwegian Wood
Edmond de Rostand - Cyrano de Bergerac
Raymond Carver: ancora lui
Lou Reed - The Raven
Donald Barthelme - Ritorna, dottor Caligari!
Virginia Woolf - La signora Dalloway
Ramón Gomez de la Serna - Seni
Dave Eggers - L'opera struggente di un formidabile genio
Raymond Carver - Tell It All
Bret Easton Ellis - Lunar Park
Matteo B. Bianchi - Esperimenti di felicità provvisoria
Roberto Moroni - Perduto per sempre
Ornela Vorpsi - La mano che non mordi
Vitaliano Trevisan - Il ponte - Un crollo
Daniel Clowes - Ice Haven
Oliver Adam - Scogliera
Olivier Adam - Stai tranquilla, io sto bene
Rick Moody - Tre vite
Kevin Canty - Tenersi la mano nel sonno
Andrea Bajani - Domani niente scuola
Raymond Carver - Principianti
Shaun Tan - L'approdo
Gipi - Diario di fiume e altre storie
 

Savoy Truffle

Evitate i grassi: Corsica e Roma
La pasta col cavolfiore al forno
La lista della spesa
La salama da sugo
Ode al biscotto
Metti una sera a cena
Sembra carne ma non è
Cookies: 1 2 3 4
 

letto o guardato con la coda dell'occhio *loading* volte, grazie

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domenica, 31 maggio 2009
 
Barely Italian

Sapete, nel caso quello là, dai, la cosa che mi ha sempre insospettito è: ma possibile che in un Paese in cui la pratica dell'occultamento, insabbiamento, deviazione, controllo dell'informazione è ormai a dei livelli magistrali, il Caro Premier e il suo staff si siano fatti scappare questi episodi?

Però oggi il Corriere pubblica la lettera in cui Gino Flaminio, ex-fidanzato della sgallettata, chiede scusa a Berlusconi, alla ragazza, al panettiere sotto casa, ai suoi parenti, all'elettrauto, eccetera. Questa lettera è la prova che l'entourage del Caro Premier è di nuovo attivo: è evidente, infatti, che Gino non l'ha scritta di sua volontà. Lo stile è inconfondibile: gli è stata dettata da Capezzone.

adayinthelife | 12:38 | commenti (3)



venerdì, 29 maggio 2009
 
Barely logical

Mmm. Quindi Egli ha dichiarato che non ha mai avuto "rapporti piccanti" con una minorenne.
Mi chiedo se alla sua festa le avrà almeno lasciato spegnere le candeline, prima di trascinarla nei bagni.

adayinthelife | 10:20 | commenti (2)



lunedì, 25 maggio 2009
 
L'insalata di riso

L'improvviso caldo ha anticipato servizi catastrofisti ai telegiornali, denudamenti vari, allarmi sparsi, ma anche una serie di cibi e abitudini alimentari. Tra questi, l'insalata di riso.
Perché si prepara l'insalata di riso? Perché è un cibo fresco e facile da fare, rispetto agli ingredienti che necessita ripaga - tutto sommato - in gusto, e si conserva.
Caratteristica principe dell'insalata di riso è che non se ne fa mai poca. Provate a immaginarvi un pranzo in cui qualcuno dice "Accidenti, è finita l'insalata di riso". Impossibile. E' matematicamente provato che in qualunque condizione di insalata di riso se ne fa una caterva. La cosa, all'inizio, dà soddisfazione. Torni a casa affamato, stanco, non hai la minima voglia di alzare un dito, stai già per cercare il numero di un portatore di pizza, quando... "Ehi, ma ho l'insalata di riso". Cibo che, come
molti altri, "è sempre più buono il giorno dopo". Il punto è che di insalata di riso se ne fa tantissima, quindi il giorno dopo è niente rispetto a quello dopo, e dopo, e dopo ancora. Se la gastronomia fosse una scienza esatta, la bontà dell'insalata di riso tenderebbe a più infinito. E invece no. Ma prima che si irrancidisca, l'insalata di riso ha modo di imporre la sua presenza.
Nel frigo l'insalata di riso spadroneggia: ne avete fatta tanta, quindi dev'essere messa in una ciotola o recipiente piuttosto grande. Si impone già alla vista. Ma, soprattutto, non finisce mai. Di qui i dubbi: si riproduce da sola? E, soprattutto, c'erano delle birre, in frigo, chi se le è bevute?
La tremenda verità giunge quando, al sesto giorno, vi sentite costretti a mangiare l'insalata di riso sperando che sia - illusi - l'ultima volta. Oltre il cellophane, invece, ne scorgete una quantità  ancora enorme, e quando sollevate la pellicola, sentite distintamente la nausea che vi assale... e un rutto.
E non siete stati voi a farlo.

adayinthelife | 23:48 | commenti (5)



giovedì, 21 maggio 2009
 
Il carbon dell'avvenir

Saper cuocere bene le salsicce alla brace è l'unica eredità che ci è rimasta dal più grande partito comunista dell'Europa occidentale.

(Letta su un foglietto a casa di Gerry e Vittoria, venerdì scorso, attribuita al padre di Vittoria: un genio.)

adayinthelife | 18:27 | commenti (3)



mercoledì, 13 maggio 2009
 
Piccoli nessi umani

Uno dei piccoli segnali che dimostrano il fatto che io mi stia poco dedicando a me stesso ultimamente è che sono venuto a sapere della pubblicazione di Principianti di Raymiond Carver un paio di mesi fa, a libro uscito. Uno dei grandi segnali di quanto mi stia trascurando a vantaggio del lavoro è che ho finito di leggere il libro soltanto oggi.

Innanzitutto: Principianti è la nuova versione di Di cosa parliamo quando parliamo d'amore, raccolta di racconti pubblicata nel 1981 considerata "manifesto del minimalismo letterario". In realtà si tratta della versione originale del libro: l'editor di Carver, Gordon Lish, aveva pesantemente ripassato le bozze sotto la scure dell'editing, una prima volta in maniera più lieve, una seconda volta arrivando a tagliare il 30, 50, anche 70% di ogni racconto. Einaudi propone quindi la versione del volume "come l'avrebbe voluta Carver" (le virgolette sono d'obbligo), tradotta dal solito bravissimo Riccardo Duranti, con un bel apparato di note e con alcune lettere che Carver mandò in quel periodo al suo editor.
Sapevo da tempo di questa versione, e l'apprendere che esistesse mi ha fatto sorgere alcune riflessioni, diciamo, filologiche. Facciamo un esempio apparentemente distante, ma che riguarda un altro dei miei grandi amori. A settembre usciranno i dischi dei Beatles rimasterizzati: il processo che ha portato a questa riedizione è stato seguito dai membri vivi della band, dalla moglie di Lennon e dal figlio di Harrison. Quindi, diciamo, questo controllo dovrebbe essere garanzia di genuinità, se non altro dal punto di vista della sensibilità filologica (non ho intenzione qui di parlare di sfruttamento intensivo di marchi quale Carver e i Beatles - seppure molto diversamente - sono). Così come questa edizione è tradotta dal migliore conoscitore di Carver in Italia, approvata dalla compagna dello scrittore e dai più importanti studiosi americani della sua opera.
Ma il punto è: il concetto di originalità dell'opera è davvero così slegato dall'hic et nunc in cui l'opera è stata licenziata? O è invece puramente collegato alle questioni della fattibilità tecnica e a quella dell'intentio auctoris?
Una cosa alla volta. Paul McCartney ha detto, in un vecchio numero di "Mojo", che l'album bianco non ha mai suonato così bene. Ma, d'altro canto, i Beatles, George Martin e i tecnici di Abbey Road non erano proprio gli ultimi in quanto a inventiva e capacità di innovazione. Altro esempio: le riedizioni con aggiunte della prima trilogia di Guerre stellari. Nel presentarle, Lucas ha detto che quei mostri, quella scena, quel fondale erano da sempre nella sua mente, solo che la tecnologia allora disponibile non gli permetteva di ottenerli. D'altro canto, però, i dischi dei Beatles e i film di Lucas sono stati pubblicati (nel senso più ampio del termine) in un certo modo, e proprio in quel modo lì (carente?) sono stati amati, memorizzati, storicizzati.

Ovviamente quando si parla di scrittura, la questione tecnologica decade, ma rimane - ed è più pressante - l'intenzione dell'autore. D'altro canto, sempre quando si parla di scrittura, è un nonsense immaginare lo scrittore preso dal fuoco sacro dell'arte. L'editoria è un'industria, con i suoi processi e le sue figure professionali: tra queste, l'editor.
Ora: Gordon Lish non era un fesso qualunque, così come non lo era Carver. E la riconoscenza che lo scrittore dimostra nei confronti dell'editor è evidente e giustificata. Dietro ad ogni buono scrittore c'è un buon editor, per fare una parafrasi. Lish è stato più che utile a Carver, c'è poco da fare. L'ha indirizzato, corretto, lodato: tagliando, aggiungendo, discutendo con lui ha fatto l'editor, punto. Ma è bene distnguere anche il lavoro dell'editor, che si gioca tutto nella misura e nel contesto. Paradossalmente, tagliare un romanzo del 60% è meno grave, a mio parere, che tagliare un racconto del 40. Perché il racconto è un organismo più delicato, più piccolo e fragile di un romanzo: bisogna andarci, insomma, coi piedi di piombo. Se no, tanto vale riscrivere tutto.
Torniamo alla storia: Di cosa parliamo quando parliamo d'amore esce e spalanca a Carver le porte del successo. L'opera di Lish, per molti versi artificiale come ogni manufatto industriale seppur "alto", ha funzionato, il minimalismo diventa nuovo canone (e permane come modello ancora oggi, il che ci dovrebbe fare riflettere). Qualche anno dopo esce Cattedrale, ed è un successo ancora maggiore: i critici notano che c'è maggior respiro nei racconti, e iniziano a "indagare" sulla figura di Lish. C'è anche un racconto che è ripreso pari pari dal libro precedente, ma Carver gli cambia il titolo e gli dà aria: per Cattedrale Carver agisce praticamente da solo.
Attenzione, però: Lish, su Di cosa parliamo fa due editing. Il primo, più leggero, è accettato da Carver. Il secondo, quello con le grosse cifre percentuali citate sopra, getta Carver in uno sconforto disumano, ben testimoniato dalle lettere in appendice al volume. Si parla di "paranoia", per intenderci.

Ho finito oggi Principianti, e, ancora una volta, Carver mi ha stretto l'anima e commosso fino alle lacrime. Ma l'ho sentito più vicino di quando ho letto per la prima volta Di cosa parliamo. I personaggi, sebbene risolti magistralmente in poche righe, sono ancora più veri., forse perché le righe invece di essere tre sono sette. I discorsi che fanno sono più reali, forse perché inframmezzati da digressioni e cambi d'argomento, sembra che palpitino sulle pagine le parole che vengono scambiate, e pare di sentire
più di prima il vento che batte incessante sulle case dove sono ambientate le storie. Ma per capire di cosa si tratta, cos'è che rende Principianti un libro da leggere e rileggere, è necessario arrivare alle ultimissime pagine. In una lettera a Lish Carver scrive, a proposito della seconda revisione della sua raccolta, poco prima che sia pubblicata:

Lo voglio quel senso di bellezza e di mistero che [i racconti] hanno ora, ma non voglio perdere di vista, perdere il contatto con i piccoli nessi umani che avevo visto nella prima versione che mi hai mandato. In qualche modo sembravano essere più pieni, nel senso migliore, in quella prima revisione.
Raymond Carver,
Principianti, Einaudi, Torino 2009, p. 287. Traduzione di Riccardo Duranti.

Ecco, i piccoli nessi umani, che sicuramente lo stesso Lish aveva tirato fuori all'inizio del suo lavoro. Ecco cosa c'è in più in Principianti e Cattedrale rispetto a Di cosa parliamo. I nessi umani. Qualcosa che non è poco per nessuno, figuriamoci per Carver, che di questi nessi, tessuti in manciate di parole, ha fatto grande la sua scrittura.
Certo, il problema se mi ricomprerò o meno la discografia dei Beatles tra qualche mese permane.
 
adayinthelife | 21:04 | commenti (10)